La voglia di ascoltare la musica in cuffia senza isolarsi dai suoni dell’ambiente esterno ci porta a scegliere cuffie e auricolari “open-ear”, ossia a “orecchio libero”, come gli OpenDots ONE di Shokz. Ma, poiché i modelli open-ear sono di solito associati alla tecnologia di trasmissione audio a conduzione ossea, viene spontaneo far rientrare gli OpenDots ONE fra i prodotti di questa categoria.
Associazione sbagliata, perché questi speciali auricolari Shokz fondano sulla conduzione direzionale dell’audio attraverso l’aria, un principio fisico che ridefinisce totalmente l’esperienza di ascolto.
Eliminando le piccole vibrazioni e la leggera pressione che le cuffie a conduzione ossea esercitano sulla parte anteriore dell’orecchio, le OpenDots ONE di Shokz privilegiano il comfort, la vestibilità e una propagazione dei bassi più intensa.
Scopriamo come funziona questo approccio e, soprattutto, in quali situazioni specifiche gli OpenDots ONE si rivelano la scelta ideale.
Auricolari “open-ear“ è un’espressione generica: la conduzione ossea è solo una delle possibili soluzioni
L’espressione cuffie e auricolari a “orecchio libero” descrive una filosofia di ascolto: l'audio viene riprodotto senza isolare il canale uditivo dall’ambiente esterno. Ciò può essere realizzato attraverso approcci ingegneristici diversi. La conduzione ossea è solo uno di questi.
Cosa significa realmente "conduzione ossea" in una cuffia?
Le cuffie a conduzione ossea funzionano mettendo a contatto un trasduttore con la parte del viso compresa fra lo zigomo e il canale uditivo. L’audio, convertito in vibrazioni meccaniche, viaggia attraverso le ossa del cranio raggiungendo direttamente la coclea (orecchio interno) e bypassando completamente il timpano.
Perché l'espressione "auricolari aperti" viene applicata a entrambe le tipologie?
Le strategie di vendita e di marketing tendono ad allineare i concetti, mettendo sullo stesso piano tecnologie molto diverse fra loro. Quando un prodotto non ostruisce le orecchie consentendo l'ingresso dei suoni ambientali, viene etichettato come “open-ear“, indipendentemente dal fatto che utilizzi la vibrazione ossea, un altoparlante miniaturizzato che punta verso l'apertura del canale uditivo o qualsiasi altro meccanismo di riproduzione.
Chi cerca cuffie open-ear si imbatte, nella stessa pagina, in modelli a conduzione ossea e auricolari a clip a conduzione aerea, senza alcuna indicazione chiara sul loro principio di funzionamento. È qui che nasce la confusione! Un problema di definizione della categoria, non un errore dell’utente.

Come funzionano le Shokz OpenDots ONE? Come riproducono il suono senza ostruire il condotto uditivo se non sfruttano la conduzione ossea?
Invece di produrre vibrazioni meccaniche da far propagare attraverso le ossa del cranio, le Shokz OpenDots ONE funzionano come un altoparlante in miniatura posizionato appena fuori dall'orecchio. Il gancio auricolare posiziona un piccolo driver audio vicino all'apertura del condotto uditivo, guidando le onde sonore attraverso il breve spazio d’aria compreso tra il dispositivo e l'orecchio.
Il timpano riceve questo suono in modo naturale, proprio come quando si ascolta la musica in una stanza, ma su scala microscopica. Poiché il micro-altoparlante si trova vicino al condotto uditivo anziché al suo interno, il percorso fisico rimane completamente aperto. Questo permette di ascoltare l'audio chiaramente senza dover infilare l’auricolare nell'orecchio o premere con forza un trasduttore contro il viso.
Perché gli OpenDots ONE producono meno vibrazioni rispetto a un modello a conduzione ossea?
Se si indossano gli OpenDots ONE dopo aver utilizzato auricolari a conduzione ossea, si avverte immediatamente l'assenza di quella familiare vibrazione fisica. Una sensazione che può essere facilmente interpretata come un calo di potenza, ma che invece riflette un diverso approccio meccanico.
La conduzione ossea sfrutta infatti l’energia meccanica per trasmettere il suono attraverso il denso tessuto osseo, rendendo la vibrazione un effetto collaterale inevitabile. Gli OpenDots ONE, invece, utilizzano un altoparlante per proiettare il suono attraverso l'aria. Poiché non è necessario far vibrare la zona retrostante lo zigomo per trasmettere l'audio, la sensazione fisica sul viso è molto più leggera e naturale.
Cosa comporta tutto questo nella percezione dei suoni ambientali?
Con gli Shokz OpenDots ONE, la musica e il mondo esterno condividono lo stesso percorso: il canale uditivo.
A volumi bassi o moderati, è possibile sentire entrambi in tutta la loro nitidezza. Alzando il volume della musica, invece, questa inizia a mascherare i rumori ambientali.
Ecco la principale differenza pratica rispetto alla conduzione ossea. Poiché la conduzione ossea trasmette il suono attraverso le ossa, i due flussi non entrano mai in competizione. Con la conduzione aerea invece, la musica più alta sovrasta semplicemente i suoni di sottofondo più deboli.
Cosa significa questo per la qualità del suono e dei bassi?
La conduzione ossea deve ricorrere a tecnologie secondarie per riprodurre bassi intensi. Far passare le note basse attraverso il tessuto osseo è fisicamente difficile, il che rende il suono un po’ debole. Per questo, Shokz ricorre alla tecnologia brevettata DualPitch grazie alla quale frequenze basse e frequenze medio-alte sono generate da driver separati.
Gli OpenDots ONE risolvono l’inconveniente trasmettendo il suono attraverso l'aria, un mezzo molto più naturale per la musica.
Il risultato è un suono complessivamente più ricco e bassi più incisivi. Pur non raggiungendo la potenza di un auricolare inserito nell'orecchio, offrono un'esperienza d’ascolto più completa ed equilibrata rispetto a quanto possa fare la conduzione ossea.

Fare la scelta giusta: abbinare la tecnologia alla propria routine
Il confronto delle specifiche tecniche racconta solo una parte della storia. Il modo migliore per scegliere – ed evitare un acquisto errato – è quello di abbinare la tecnologia al luogo in cui si intende effettivamente utilizzarla.
Quando scegliere gli OpenDots ONE
Se il proprio ambiente di ascolto è l’ufficio, uno spazio di lavoro domestico o un contesto informale, gli auricolari OpenDots ONE sono probabilmente la scelta giusta. Grazie all'utilizzo di un altoparlante a conduzione aerea anziché di un trasduttore osseo, offrono un profilo sonoro pieno e bassi più profondi. Il design a clip elimina inoltre la pressione sulla zona antistante l’orecchio, rendendo gli auricolari comodi da indossare anche tutto il giorno, per giocare o per lunghe sessioni di ascolto.
Quando scegliere le cuffie a conduzione ossea
Se la propria routine prevede allenamenti all'aperto o sport acquatici, la conduzione ossea rimane lo strumento più pratico. Per i corridori e i ciclisti che si muovono nel traffico, modelli come le cuffie OpenRun Pro 2 mantengono il canale uditivo completamente libero, assicurando una percezione completa dell'ambiente circostante. Per i nuotatori, dispositivi come gli OpenSwim Pro utilizzano le vibrazioni ossee per trasmettere l'audio in modo efficace anche sott'acqua, un ambiente in cui gli altoparlanti ad aria faticano a funzionare.
In definitiva, entrambe le tecnologie risolvono il problema dell'ascolto a “orecchio libero”. La scelta giusta dipende dal proprio stile di vita.
In sostanza, gli auricolari Shokz a conduzione ossea e gli OpenDots ONE non sono in competizione tra loro. Rappresentano semplicemente due modi diversi di garantirsi un ascolto a orecchio libero. Resta solo da decidere quale esperienza audio risponda meglio al proprio stile di vita.
Se gli spazi in cui di solito si abita sono il soggiorno di casa o l’ufficio, se si desidera un suono più ricco, un comfort che duri tutto il giorno e bassi potenti, è allora il momento di provare le OpenDots ONE. Ma se la propria routine si svolge all’aperto, su strada o in acqua, un modello a conduzione ossea è esattamente ciò di cui si ha bisogno.
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